“Niente aumenterà le possibilità di sopravvivenza della vita sulla terra quanto l’evoluzione verso un’alimentazione vegetariana” – Albert Einstein

Non tutti ovviamente vogliono diventare vegetariani (molti neanche ci pensano in realtà) e ovviamente ho il massimo rispetto per la loro scelta (o forse potremmo definirla “non scelta” dato che nessuno sceglie di essere onnivoro) di non esserlo, e non è certo l’intento di queste righe convincere qualcuno a cambiare idea, né su questo né tanto meno sugli altri temi trattati.
Chi mi conosce sa che io desidero solo provare a farvi da specchio, spingervi a un’autonoma riflessione, contribuire a un risveglio interiore e acquisire un certo livello di consapevolezza, non intendo certamente provare a farvi cambiare idea su abitudini così radicate e profonde come sono quelle alimentari.
In questo capitolo voglio solo spiegare le ragioni che da alcuni anni hanno portato me a intraprendere, felicemente e convintamente, la strada per diventare un vegetariano pago e consapevole (nel momento in cui scrivo niente carne e un raro consumo di pesce).
Per leggere queste righe non devi quindi necessariamente essere interessato a smettere di nutrirti di animali, ma può semplicemente interessarti approfondire il discorso, capire cosa spinge alcuni (sempre di più per la verità) a rinunciare a taluni piaceri sensoriali per acquisirne altri di natura spirituale ed emotiva, senza trascurare naturalmente gli effetti benefici (oramai ampiamente dimostrati soprattutto per quanto riguarda la carne) sulla salute di chi compie questa scelta e su quella del nostro sempre più martoriato pianeta.
Prova semplicemente ad ampliare le tue convinzioni, ad allargare i tuoi orizzonti, prova unicamente a leggere queste righe senza preclusioni e preconcetti.
Ti chiedo solo questo.
Fatto ciò, puoi tranquillamente tornare a farti un panino al prosciutto o una bistecca al sangue e amici come prima, nessun problema da parte mia ti assicuro.
Nella peggiore delle ipotesi avrai ampliato semplicemente le tue conoscenze (cosa che ovviamente non guasta mai in ogni campo della vita), nella migliore avrai comunque abbattuto i tuoi pregiudizi, e chissà, forse intrapreso una nuova strada ricca di gioia e di emozioni positive.
Naturalmente se vegetariano lo sei già, probabilmente non ho nulla di nuovo da spiegarti, ma leggi ugualmente queste righe se ti va, magari troverai qualche spunto per rafforzare e approfondire le motivazioni della tua scelta, o magari troverai suggerimenti “pacifici” per trasmettere la tua scelta ad altre persone, senza guerre di religione o fanatismi di alcun tipo, tutti atteggiamenti che ottengono solitamente l’effetto opposto a quanto desiderato, oltre a essere profondamente sbagliati di per sé.
Innanzitutto cominciamo a dire che le ragioni che possono spingere una persona a smettere di mangiare animali sono varie e di diversa natura: ambientali, salutari ed etiche.
Per mia natura e per mia formazione mi soffermerò maggiormente sui primi due aspetti, quello etico e quello ambientale, mentre quello riguardante la salute lo sfiorerò solamente, non essendo e tanto meno volendo fingere di essere un esperto nutrizionista, professione sempre più importante per la quale nutro davvero il massimo rispetto.

Ragioni ambientali
L’industria della carne produce effetti devastanti sull’ambiente ed è causa di uno spreco di risorse difficilmente sostenibile in una prospettiva a lungo termine.
Negli allevamenti intensivi ad esempio, viene consumato complessivamente un quantitativo di cereali sufficiente a sfamare l’intera popolazione mondiale, popolazione che invece ne rimane in parte o del tutto sprovvista.
Per intenderci (e per chi non è al corrente di questa situazione), uno studio della rivista Nature pubblicato da Repubblica, riferisce che nel mondo circa cinque bambini ogni sessanta secondi muoiono per gli effetti della malnutrizione, o senza utilizzare comodi eufemismi, lo fanno a causa della mancanza di cibo, e ciò avviene ahimè in un assordante silenzio.
Inoltre ad esempio, quasi la metà dell’acqua consumata negli Stati Uniti, è destinata alle coltivazioni di alimenti per il bestiame, e in generale è stato calcolato che per produrre un chilo di carne siano necessari oltre 5.000 litri di acqua, tutto questo in un mondo che di acqua ne ha sempre meno e sempre più bisogno.
La necessità di destinare terreni sempre più ampi all’allevamento di bestiame e al mangime a loro necessario è oltretutto causa di un deforestamento selvaggio (vedi quanto sta accadendo ad esempio in Amazzonia) del quale ci pentiremo amaramente.
La produzione intensiva di carne, oltre a essere eticamente inaccettabile per il modo in cui vengono trattati gli animali, costretti a vivere in veri e propri lager che vi invito a visionare (a vostra disposizione ci sono decine di filmati sui Social di ogni ordine e grado), è senza alcun dubbio causa di grandi disastri ambientali.
Volete qualche esempio? (fonte Wwf):
Per produrre un chilo di carne bovina vengono generati circa 15,4 chili di CO2 (anidride carbonica) mentre per produrre lo stesso quantitativo di lenticchie se ne generano solamente 0,7 chili.
Un chilo di carne di maiale genera la stessa quantità di CO2 prodotta da 80 chili di patate.
Consumare prodotti regionali a Km 0 migliora l’impatto ambientale del 5% circa, adottare una dieta vegetariana lo fa del 24%.
E tanto tanto altro, mi fermo qui ma tanto avete capito.
Oramai la carne (e in buona parte anche il pesce) è un vero e proprio prodotto di laboratorio e come ogni prodotto di laboratorio, è saturo di controindicazioni e di effetti indesiderati.
Quindi mangiate la carne se proprio lo desiderate ma almeno fatelo con conoscenza e consapevolezza di tutto ciò che questo atteggiamento comporta.

Ragioni salutari
Dobbiamo rassegnarci, la carne che mangiavano i nostri nonni non esiste più, di conseguenza gli effetti benefici che essa poteva produrre sulla nostra salute sono oramai decisamente diminuiti e ampiamente superati da quelli negativi provocati dalla forte presenza di ormoni e antibiotici, entrambi purtroppo abbondantemente utilizzati negli allevamenti intensivi e quindi presenti nella quasi totalità delle carni che arrivano sulle nostre tavole. Non a caso l’uomo sta sviluppando oramai da tempo una resistenza agli antibiotici affatto casuale.
Inoltre ad esempio, pur essendo nota per fornire una buona quantità di proteine, la carne rilascia come effetto collaterale (particolarmente nelle carni lavorate come gli insaccati) notevoli quantità di grassi saturi e prodotti conservanti, entrambi assai dannosi all’organismo.
Appare evidente quindi come rinunciando alla carne, sia possibile eliminare un’elevata quantità di elementi nocivi al corpo umano che diversamente vengono introdotti nel nostro organismo.
Numerosi studi scientifici dimostrano infatti come una dieta vegetariana sia in grado di ridurre notevolmente il rischio d’infarto, ipertensione, diabete, alcuni tipi di cancro e altre gravi patologie.
Infine in generale i vegetariani, dovendo sostituire la carne, lo fanno solitamente con cibi molto salutari quali legumi, cereali integrali, frutta secca e così via, ottimi cibi sia per la nostra salute personale sia per quella dell’ambiente in cui viviamo.
Rimpiazzando la carne con questi alimenti, permettiamo quindi al nostro organismo di assumere comunque tutte le sostanze nutritive di cui necessita e allo stesso tempo di godere di una migliore salute, fisica e mentale.

Ragioni etiche
Ed eccomi ora al punto forse più delicato, ma sicuramente più affine al percorso spirituale che personalmente seguo e che cerco di diffondere.
Le motivazioni di natura etica che mi hanno portato a intraprendere questa strada hanno a che vedere con la nostra coscienza, con il nostro stare a occhi aperti di fronte all’effetto delle nostre azioni.
La coerenza ad esempio, valore assoluto che purtroppo pochissimi praticano nella propria vita, pretendendola invero da quella degli altri.
Personalmente ad esempio mi sono sempre domandato (anche in giovane età dove ero lontanissimo da scelte di questo tipo e continuavo tranquillamente a mangiare carne): “se dovessi uccidere io l’animale che sto mangiando, sarei capace a farlo, sarei capace di mangiare colui o colei che ho appena ucciso?”.
La domanda mi tormentava non poco, ma sono sempre uscito (anche con una certa facilità e velocità devo dire) da questo tormento allontanandone il pensiero, scacciandolo dalla mia mente come si fa con una mosca che si posa sulla punta del naso, considerandolo un fastidio a cui potevo e dovevo velocemente rinunciare.
Ma poi ogni tanto seppur involontariamente ci ritornavo, segno che il pensiero era stato si allontanato per fare magari spazio a un hamburger o all’ennesima bistecca (preferibilmente al sangue), ma che lo stesso aveva comunque messo radici dentro di me, radici posizionate sicuramente molto in profondità e quindi distanti dal mio conscio, ma che presto o tardi avrebbero portato alla luce i loro frutti, emozioni con le quali avrei dovuto prima o poi, fare i conti.
Molto spesso (quasi sempre in realtà) accade che i nostri comportamenti siano dettati dall’abitudine e resi possibili da una quasi totale assenza di consapevolezza, e questo ci allinea al nostro passato, alle abitudini e agli insegnamenti ricevuti, inconsciamente assimilati e mai contestati, vivendo così come un automa dettagliatamente programmato e non come un essere risvegliato e consapevole.
Accade in ogni ambito della nostra vita e ovviamente, più che mai, in quello relativo alle nostre abitudini alimentari.
Insomma questo pensiero arrivava e io lo scacciavo, tutto qui, come accade per tante altre cose, fingevo che non esistesse, che fosse solo una nuvola che come arriva allo stesso tempo si allontana.
Rimandare e non affrontare, un’abitudine di molti purtroppo.
Poi ho iniziato il mio cammino spirituale e tutto, seppur lentamente, è iniziato a emergere.
Ovviamente tutto ciò è accaduto non solo per quanto riguarda l’aspetto alimentare, ma il capitolo di questo tratta e di questo ora vi racconto.
Man mano che il mio cammino proseguiva, non potevo non notare infatti l’emergere di una diversa e più profonda armonia tra me e l’ambiente in cui vivevo, e questo ovviamente comprendeva sempre più, anche il rapporto tra gli animali e la mia alimentazione.
Quando si comincia a elevare il proprio spirito, emergono invero emozioni ancestrali che fanno parte della normale natura umana, emozioni che via via però vengono seppellite da una cultura antropocentrica assai dannosa e vera responsabile dell’errato rapporto uomo / natura che tanti danni, spero non irreversibili, sta creando al nostro pianeta.
Man mano che, grazie al cammino spirituale intrapreso, sopraggiunge il desiderio o meglio la necessità di cessare la propria guerra interiore, sopraggiunge anche l’esigenza di far cessare i conflitti di ogni tipo presenti nella propria vita, inclusi quelli con l’ambiente e soprattutto con gli elementi più indifesi che ne fanno parte, comincia a sorgere insomma un bisogno di Pace al quale è impossibile resistere.
Il rapporto con il proprio ambiente mette infatti in luce aspetti assai importanti della propria vita personale.
Chi non si cura di avere un sano rapporto con l’ambiente in cui vive, contribuendo così alla sua distruzione irreversibile, ha probabilmente anche un pessimo rapporto con sé stesso (seppur probabilmente negato), che rappresenta la causa primaria dei suoi atteggiamenti esteriori.
I comportamenti verso gli animali seguono un discorso non dissimile.
Amarli, e in relazione a ciò decidere di non mangiarli, rappresenta un’evoluzione della propria anima alla quale vi auguro presto di arrivare.
Ad esempio, trovo curioso condannare la violenza soltanto se questa coinvolge esseri umani.
Essere violenti è sempre sbagliato, uomini o animali che siano, vi invito con tutta la delicatezza di cui sono capace, a considerare seriamente l’ipotesi di non fare più queste distinzioni.
La caccia e la pesca ad esempio. Come si può considerare l’uccisione di un animale uno sport o addirittura un metodo per rilassarsi?
Un particolare pensiero lo rivolgo poi soprattutto ai tanti possessori di animali domestici.
Sapete bene cosa vuole dire amare un animale, fareste qualunque cosa per il vostro cane, per il vostro gatto o per il vostro coniglio, allora come potete pensare di avere un atteggiamento diverso solo perché si tratta di un capretto, di un agnello o di un maialino?
Molti ad esempio vengono giustamente sconvolti dalla pessima abitudine cinese di mangiare i cani, ma perché un cane no e una mucca o un coniglio si? Quale è la differenza?
Perché le loro vite devono avere un valore diverso? Perché considerare alcuni animali nobili e altri come figli di un Dio minore?
Vi invito quindi anche in questo caso a fare un esercizio di consapevolezza, perché è alla mancanza di questa che credo sia dovuto questo bizzarro e incoerente atteggiamento.
Possedere un animale domestico aiuta a capire molte cose della vita, una di queste è che tutti noi, animali inclusi, desideriamo e abbiamo bisogno di amore.
Doniamoglielo ovviamente ma vi invito a estendere il più nobile dei sentimenti a tutti gli animali e non solo a quelli che vivono dentro le vostre case.
Per terminare permettetemi un’ultima riflessione, quando riesci a vedere in una pentola di verdure con i suoi tanti e variegati colori, il verde chiaro delle zucchine, l’arancione delle carote o il bianco dei cipollotti, non solo cibo per nutrirti ma un insieme di colori e di armonie di certo non rintracciabile in una pentola di pollo o di coniglio, allora comprendi già questi ragionamenti e sei probabilmente pronto alla scelta vegetariana.
Ti auguro di arrivarci, è meraviglioso

Ed eccoci alla conclusione.
Tutto ciò che ti chiedo è semplicemente di informarti e di essere profondamente consapevole di ciò che mangi.
Leggi, informati, non mangiare certi alimenti solo per pigrizia o per abitudine.
Puoi trovare decine di libri al riguardo e anche in rete puoi trovare informazioni sicure e dettagliate.
Puoi non fidarti ovviamente di ciò che scrivo io, allora approfondisci (ad esempio troverai alcuni suggerimenti nei consigli di lettura alla fine di questo libro) e poi decidi liberamente cosa mangiare, ma fallo soltanto dopo aver capito esattamente cosa mangi e quali sono le conseguenze di ciò che mangi.
Impara a cercare altrove le proteine. Uno dei tanti miti contro il vegetarianismo è quello secondo cui rinunciando alla carne, il tuo organismo non assumerebbe una quantità sufficiente di proteine, ebbene anche questo non è vero.
Il fabbisogno di proteine per l’adulto medio è più basso di quanto comunemente si ritenga (in generale è sufficiente circa un grammo di proteine/giorno per chilo corporeo) e se decidi di seguire una dieta varia e differenziata che includa cereali (meglio se integrali), legumi, formaggio, frutta secca, soia e tanto altro, allora sei a posto, il tuo organismo avrà tutte le proteine di cui necessita tranquillo, e se proprio sei ancora preoccupato sono disponibili sul mercato tanti integratori, ad esempio di B 12, la vitamina presente (anche se non esclusivamente) nella carne, assumi anche quella e tagli così la testa al toro.
Di una cosa ti prego: qualora dovessi scegliere di intraprendere questa strada non mostrarti mai timido ma neanche superiore o arrogante.
Non c’è niente di cui vergognarsi ma allo stesso nulla da insegnare né da imporre a nessuno, rispetta sempre chi non la pensa come te, non scordare che fino a ieri anche tu facevi parte di loro.
Illustra i motivi che ti hanno indotto a scegliere una alimentazione priva di animali, ma non denigrare mai chi non ha fatto la tua stessa scelta.
Il fanatismo è un nemico da combattere sempre e in ogni campo e la scelta vegetariana deve essere sempre, oltre che una scelta di pace, una scelta libera e individuale e mai il frutto di una forzatura o di un’imposizione.

“Spesso le persone sostengono che gli esseri umani hanno sempre mangiato animali come se questo giustificasse il loro continuare a farlo.
Secondo questa logica, non dovremmo neanche impedire le guerre o gli omicidi tra esseri umani, perché anche questa è una pratica che risale all’inizio dei tempi.”
Isaac Bashevis Singer

“A quei medici che dicono che un bambino non può crescere senza carne, dico che io non ho mai mangiato carne, perché quando sono nata i miei genitori erano già vegetariani. Eppure sono stata campionessa di salto in alto e in lungo e ora a 79 anni faccio 100 km in bicicletta, gioco a pallavolo e non ho mai avuto malattie serie”
Margherita Hack (deceduta a 91 anni)

Non che sia determinante, ma può aiutare sapere che alcune persone particolarmente note ed apprezzate hanno fatto la scelta vegetariana:

Albert Einstein, Lev Tolstoj, Leonardo da Vinci, Pitagora, Buddha, Gandhi, Confucio, Darwin.
Renato Dulbecco, Umberto Veronesi, Margherita Hack, Tiziano Terzani, Franco Battiato, Paul McCartney, Bill Clinton, Carl Lewis.

“Se i mattatoi avessero le pareti di vetro tutti sarebbero vegetariani”
Linda Mc Cartney

 

Questo capitolo è tratto dal libro “Io ci sono” che potete trovare  QUI e su tutti gli store on line.