Ogni mattina ci svegliamo e lo facciamo convinti di vivere sempre un nuovo giorno e certo è così osservando il calendario appeso al muro, ma in realtà nella nostra mente si tratta “solo” del proseguimento del giorno precedente.

Le nuove ventiquattro ore a nostra disposizione non sono in effetti un “neonato” che muove i primi passi ma piuttosto un “figlio” dei giorni che lo hanno preceduto, figlio che porta con sé ben impresso il ricordo di tutto quanto accaduto, incontri, emozioni, gioie e dolori.

Questo è normale naturalmente, tutti siamo figli del nostro passato e non potrebbe essere diversamente ma, ciò di cui non siamo in molti casi al corrente, è che, come conseguenza di questo legame indissolubile tra passato e presente, le nostre azioni e le nostre relazioni quasi mai sono realmente libere e consapevoli ma vengono pesantemente condizionate da quanto accaduto in precedenza.

Insomma, non siamo mai veramente liberi da giudizi e pregiudizi ma come scrivo ne “Il Canto del Cuore” invece di agire, reagiamo, in quanto la nostra azione non è il frutto di una libera decisione ma una conseguenza e un proseguimento di esperienze già vissute.

Così ad esempio, a coloro che a nostro insindacabile giudizio si erano comportati male nei nostri confronti, non viene concessa né la possibilità di riscattarsi completamente attraverso un nuovo atteggiamento, né l’opportunità di poter assumere comportamenti anche solo in parte diversi da quelli precedenti, perchè la nostra mente ha già etichettato quella persona in maniera inappellabile come sbagliata e quindi non gradita.

Lui o lei saranno liberi di avere nuovi atteggiamenti, magari animati dalla migliore delle intenzioni ma con buone probabilità non riusciranno a “bucare” lo schermo che abbiamo nel frattempo frapposto tra noi e loro, schermo fatto di giudizio, trasformato nel frattempo in inappellabile pregiudizio.

La parola stessa lo spiega bene: pre-giudizio, giudicare prima, ecco cosa facciamo.

Lo ascoltiamo (se proprio dobbiamo farlo) ma la sentenza nei suoi confronti è già emessa ed inappellabile: persona non gradita.

Abbiamo costruito un velo di impermeabilità che non permette di passare, punto.

E tutto questo oltre ad accadere con colleghi, vicini, semplici conoscenti o persone con le quali abbiamo rari e non desiderati rapporti, accade ahimè anche con persone con le quali stiamo bene e con le quali abbiamo un rapporto solido e consolidato. (un partner o un figlio ad esempio).

Magari abbiamo avuto una brutta discussione il giorno precedente, discussione alla quale però non abbiamo messo fine nella nostra mente come invece avremmo dovuto fare, ne prolunghiamo durata ed effetti attraverso il continuo chiacchiericcio mentale che mai ci abbandona permettendogli così di invadere e inquinare anche il momento presente invece di confinarla nel passato dove dovrebbe, senza indugi, rimanere.

Il passato è passato e quello è il suo posto. Soprattutto quello negativo, quando ritorna a essere presente, è uno dei veleni più potenti che possiamo auto infliggere alla nostra esistenza.

Non siamo mai veramente noi stessi e ciò che dovremmo e vorremmo essere, ma siamo continuamente influenzati dall’educazione ricevuta e dalle nostre esperienze precedenti e ciò ci impedisce di vivere liberamente e serenamente la nostra vita. Siamo comparse, e non i protagonisti che pensiamo di essere.

Dovremmo imparare a morire e a rinascere ogni giorno, consentendo così alla vita di mostrarsi per ciò che è in quel preciso momento senza i pregiudizi creati e conservati ad arte dalla nostra mente.

Lo so che è difficile, ma ci si può allenare a farlo, e con la costanza, è possibile arrivare ad ottenere buoni o anche splendidi ed inimmaginabili risultati (il risultato come sempre è direttamente proporzionale al livello di impegno e di perseveranza nello sforzo).

Come abitudine dei miei libri, proviamo a passare ora da una bella e condivisibile teoria ad una pratica concreta ed applicabile nella vita quotidiana di ognuno.

Vi propongo quindi un esercizio, come sempre modificabile e personalizzabile, utile ad iniziare ad affrontare persone e situazioni “al netto” del vostro passato:

Alzatevi e per qualche mattina, fatelo pensando e ripetendovi mentalmente (magari subito prima della vostra meditazione):

“ieri non esiste, è un’esperienza terminata, oggi è il primo giorno della mia nuova vita.”   (tornate possibilmente a questo pensiero più volte anche durante il resto della giornata).

Cercate quindi attraverso questa affermazione di creare uno forte “stacco interiore” tra passato e presente e di mantenerlo attraverso una forte presenza mentale.

Perché fare tutto questo? Il perché è presto detto.

Provate ad esempio ad immaginare come affrontereste il vostro lavoro, che magari oggi vi fa soffrire o è fonte di continue e mai utili lamentele, se fosse il primo giorno. Lo fareste certamente con il sorriso, con la curiosità dovuta ad ogni novità (che invece oggi avete molto probabilmente perso), con atteggiamento volenteroso e disponibile. Privi di qualunque preconcetto e pregiudizio.

E come parlereste al vostro partner o a vostro figlio se fosse il primo giorno di matrimonio o il suo primo giorno di vita?

Sono certo che dareste nulla per scontato (come probabilmente almeno in parte avviene oggi) e che i vostri rapporti con loro sarebbero improntati alla massima dolcezza, disponibilità e comprensione.

E se fosse il primo incontro con il vostro nuovo vicino di casa? Sareste sicuramente gentili e disponibili, curiosi e bendisposti, ne sono certo.

Insomma avete capito, tutto questo sarebbe possibile non perchè le persone che potreste incontrare diventino improvvisamente tutte meravigliose e profondamente piacevoli e disponibili nei vostri confronti, ma perché avrete iniziato a vivere la vostra vita senza inquinamenti del passato, dando spazio solo alla realtà del momento presente.

E sarebbe bellissimo. Ogni giorno puliti, puri, mentalmente non contaminati.

Non pensate che sia un sogno vi prego, è realtà, o meglio lo può diventare, si può fare. Allenando la nostra mente, si può fare.

La vita non cambia sperando che accada qualcosa ma facendo azioni  concrete, azioni come queste.

Provateci.

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