“Comincio io” oltre a essere il titolo di questo pezzo è soprattutto un’esortazione, un invito, una speranza.

La speranza che ciò finalmente accada.

Non è più tempo di aspettare, la vita scorre anzi corre e noi siamo sempre lì, sempre allo stesso punto, pieni di desideri, di intenzioni, di buoni propositi ma..

Ma aspettiamo che a cambiare le cose, a dare inizio alle danze sia sempre qualcun altro, qualcuno al quale magari ci accoderemmo volentieri, ma solo dopo aver visto che “loro” hanno già cominciato, solo dopo essere sicuri di non essere noi i primi e tanto meno gli unici.

In Scienza della Politica si parla di un fenomeno chiamato “Band Wagon” che si può tradurre in “salire sul carro del vincitore”, vediamo come lo definisce Wilkipedia: “L’effetto carrozzone, o effetto bandwagon, è la considerazione secondo la quale le persone spesso compiono alcuni atti o credono in alcune cose solo perché la maggioranza della gente crede o fa quelle stesse cose.”

Naturalmente nessuno ammette di avere un atteggiamento simile, sarebbe davvero auto lesionistico nonchè sintomo di ben poca considerazione verso sè stessi, ma il fenomeno esiste eccome e non riguarda certo solo la politica alla quale normalmente viene associato ma ogni ambito della nostra vita, e sicuramente coinvolge anche qualcuno di noi, a volte temo, troppi di noi.

Vi siete mai domandati ad esempio il motivo per il quale politici (ma non solo) di ogni schieramento sbandierano ai quattro venti qualunque sondaggio che li mostri anche in avanzamento di pochi decimali mostrando il loro trend positivo?

Lo fanno proprio per sfruttare l’effetto “Band Wagon”, chi sente che un carro è quello vincente è innegabilmente attratto dal salirci sopra (anche se fortunatamente non accade a tutti) e quindi come scrivo nel capitolo “Agire e non Reagire” de “Il Canto del Cuore”, ciò che crediamo essere una nostra libera scelta, spesso in realtà, non lo è affatto, purtroppo.

Attendere quindi che siano altri a cominciare, per poi seguire e cavalcare l’onda, è un atteggiamento comune e diffuso nella società ma il problema di “non decidere” riguarda anche e soprattutto la sfera personale, la vita di ognuno di noi, ed è da qui , come sempre, che dobbiamo partire.

 La necessità di assumersi in prima persona la responsabilità del cambiamento, sociale e individuale, affinchè questo sia reale e duraturo, non è certo una mia idea originale e quindi ve lo voglio dire anche attraverso le parole di alcuni uomini saggi:

 Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo (M. Gandhi)

Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla (Martin Luther King)

Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre avuto (Warren G. Bennis)

 Non cambierai mai la tua vita finché non cambierai qualcosa che fai tutti i giorni.
(Mike Murdock)

 Leggiamo buoni libri, ascoltiamo valide conferenze su youtube, partecipiamo ad incontri interessanti e significativi ma spesso, troppo spesso il cambiamento rimane un desiderio, un buon proposito e poco più. Lo desideriamo ma non partiamo, restiamo immobili, in perenne attesa.

Ma l’azione, quella che trasforma il desiderio in decisione, (vedi il capitolo “E’ l’azione che cambia la vita”) niente, non arriva, e questo accade non a caso, ma per molte ragioni: per paura del cambiamento, per abitudine alla sofferenza, per rassegnazione, chi più ne ha più ne metta, come si dice in questi casi.

Eppure la linea di demarcazione tra chi vuole e chi desidera, è proprio tutta qui, nella decisione di “alzarsi da solo” senza attendere né consensi né compagni.

Non c’è alcun dubbio, chi vuol cambiare davvero inizia da sè stesso, chi attende che siano sempre altri a fare il primo passo, vuole solo dare a sé stesso l’idea del cambiamento ma in realtà, non aspira a niente di concreto.

Bene starai pensando, tutto chiaro ma da dove iniziare? E’ una vita che rimando, da cosa posso partire?

Lo sai bene da dove partire. Parti dai tuoi limiti, dalle vtue paure, dalle tue incoerenze, dipendenze, da tutto ciò che blocca la tua vita. La scelta è ampia.

Hai bisogno di esempi più concreti?

Le paure? Di rimanere solo, di non essere accettato, di non essere all’altezza, del giudizio degli altri.

Le incoerenze? Vorrei essere magro ma mangio molto più del necessario, vorrei essere apprezzato ma parlo sempre e non ascolto, vorrei essere amato ma non ho imparato ad amare.

Le dipendenze? Il fumo, l’eccesso di cibo, una persona, la sicurezza economica, il sesso.

Sappiamo bene, anche se siamo capaci di negarlo anche a noi stessi, cosa non va nella nostra vita, cosa dovremmo cambiare per essere persone migliori, persone più serene, persone più piene del mondo e meno di sè stessi. Iniziamo da quelle.

Come scrivo nel Canto del Cuore: “Ciò che accade non sempre dipende da noi ma la reazione a ciò che accade dipende sempre ed esclusivamente da noi”.

Spesso non possiamo agire su ciò che avviene nella nostra vita e tantomeno sulle persone che incontriamo ma possiamo sicuramente agire sulla nostra risposta emotiva, sull’effetto che tutto ciò produce al nostro interno.

“Comincio Io” deve diventare un mantra, lo slogan della nostra vita.

Iniziare dal personale per poi trasmettere a tutto il proprio ambiente, come un sasso gettato in uno stagno, il primo cerchio lo produce colui che lancia il sasso ma poi questo inevitabilmente e autonomamente ne genera innumerevoli altri.

Il mondo è già così pieno di persone che addossano agli altri le responsabilità di tutto ciò che accade: l’inquinamento e i conseguenti cambiamenti climatici, la corruzione, la violenza, l’egoismo, la disonestà e tanto altro. E’ sempre colpa di qualcun altro.

Scegliete di non appartenere a questo tipo di mondo, non accodatevi a tutti questi atteggiamenti, a tutta questa negatività.

Scegliete di appartenere al mondo dei diversi, delle minoranze, di coloro che partono da sè stessi per cambiare il mondo e che non si nascondono nel mondo, per evitare di cambiare sè stessi.

Siate e agite all’opposto di ciò che non volete, senza attendere di veder passare “il carro del vincitore” per decidevi a farlo perché il vincitore, non è colui che arriva per primo, ma chi parte per primo perché ha già deciso, autonomamente dove andare.

E ci va.

Scegliete di essere liberi, sapendo bene che la vera libertà non è fare ciò che si vuole ma essere liberi dai ricordi condizionanti del passato e dalle paure ansiogene del futuro.

Liberi da voi stessi insomma, perchè ciò che ci rende dipendenti ansiosi e timorosi non arriva da fuori ma vive da sempre dentro di noi ed è qui che lo dobbiamo stanare.

Buon cambiamento dunque e benvenuti nel mondo accogliente dei “Comincio Io”.

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